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La mossa del gatto

13,90 11,80

Descrizione

di Sonia Sacrato

Dopo la morte della nonna materna, Cloe viene costretta dalla madre ad accompagnarla a Vas, il paese d’origine, per svuotare la vecchia casa prima della messa in vendita. Il ritorno in questo luogo sperduto, custode di brutti ricordi d’infanzia, rende Cloe nervosa e impaziente di andarsene per lasciarsi il passato alle spalle.

Quando tutto sembra ormai sistemato, rinviene una vecchia  scatola di latta che racchiude una roncola e un fazzoletto apparentemente macchiato di sangue, avvolti in un foglio di giornale del 1956.

Incuriosita dall’insolita scoperta, con l’aiuto del vecchio amico Fabrizio maresciallo dei carabinieri in pensione e l’appoggio silente del fidato gatto Pablo, Cloe si lascerà travolgere in una sfuggente indagine sul filo del pettegolezzo paesano dove chi sa, ha buoni motivi per tacere.

Sotto la lunga e, apparentemente lontana ombra del disastro di Marcinelle, l’esplosione della miniera belga in cui morirono 262 operai, si intrecciano le storie e i destini degli abitanti del piccolo paese montano.

Tutto pare senza soluzione, ma sarà proprio grazie all’intervento del gatto Pablo che verrà a galla una dura, quanto inimmaginabile verità.

pag. 268

€ 13,90

ISBN 978-88-85785-38-0

Disponibile anche in e-book a € 5,99

Informazioni aggiuntive

Peso 180 g
Dimensioni 17 × 12 × 3 cm
Anno di pubblicazione

2019

1 recensione per La mossa del gatto

  1. Giancarlo Caselli

    SONIA LA GATTA E IL LIBRO CHE SCOTTA
    Intervista a Sonia Syssa Sacrato
    a cura di Valeria Bianchi Mian <3
    Sta andando alla grande. Da quando con ‘mossa’ felina è uscita allo scoperto, questa giovane scrittrice padovana ha conquistato tutti: lettori di ogni età, amanti dei Gialli e dei Noir, giurie dei concorsi letterari, scrittori con i quali ha avviato interessanti collaborazioni. Insomma, Sonia la Gatta incede regale sul tetto del mondo. Vogliamo conoscerla meglio?
    Tanto per cominciare, vediamo un po' cosa si dice di lei. Si mormora che sia “Torino-dipendente da tempo immemore” ma al contempo “aspira alla doppia cittadinanza per meriti affettivi” ed è principalmente la “governante full-time dei Kiss, tre gattoni nati per delinquere”. Cosa fa nel tempo libero? Sonia lavora come segretaria presso un’agenzia di rappresentanza. E i libri? “Ha pubblicato diversi racconti in antologie e riviste on-line, e imbrattato infinite pagine virtuali del suo blog. Recentemente si è avvicinata al genere noir dove dà spazio e voce al suo ruvido, pessimo carattere”.
    1. Tre parole per descriverti (puoi motivare la scelta, se ti va).
    Ho sempre pensato di essere “semplice, complicata e contraddittoria”.
    Semplice perché non ho bisogno di cose troppo sofisticate per stare bene, anzi. Non amo il caos, la folla… Alle serate mondane preferisco il mio divano, con un bicchiere di vino tra le mani e “lui” (ammesso ci sia), che mi massaggia i piedi mentre chiacchieriamo. Penso di avere abitudini molto soft.
    Però sono anche complicata, tendo a pensare forse troppo, ad analizzare le situazioni, alle volte fino a sfibrarmi. Il punto è che temo di perdere il controllo delle cose che mi girano intorno. Vorrei poter prevedere tutte le varianti per non subirne le conseguenze, anche se sono ben cosciente che sia impossibile e, alla fine, tocca farsene una ragione.
    Spesso mi contraddico. Anche se forse potrei dire che cambio idea. Ad esempio, ci sono volte che dico “basta” chiuso la porta, e poi passati i fumi, ci ripenso e l’ultima chance diventa la penultima. Tendo a tornare sui miei passi e difficilmente sono rancorosa. Dichiaro apertamente di mettermi a dieta, e poi mi fermo a ordinare il kebab… ma forse sto divagando.
    2. Tu e i gatti. Che rapporto hai con i felini? E con la tua... felinità?
    Adoro i gatti. Prima dei Kiss, i tre teppisti che invadono casa mia da due anni, vivevo con Melli, una lady che se n’è andata a quasi 19 anni. Dei gatti mi piace la loro intelligenza e il loro essere buffi nello stesso tempo. E la solo apparente indipendenza. Perché è vero che i gatti danno la sensazione di guardarti sempre un po’ dall’alto in basso, e di poter fare a meno di te. Ma la realtà è che si affezionano profondamente e in modo incondizionato. Hanno bisogno dei loro tempi, dei loro spazi, non amano le forzature e le imposizioni, ma sono anche molto coccoloni ed empatici. Chi dice di preferire i cani per una questione di fedeltà, forse non li conosce a fondo. E in quanto alla mia fenilità, per i motivi di cui sopra, direi che sono decisamente gatta.
    3. Il tuo rapporto con la scrittura. Siete amiche, amanti, sorelle, o… ? Come ti relazioni con lei?
    La scrittura è la mia amica e salvezza. Scrivere mi permette di mettere ordine tra i pensieri quando mi si azzuffano in testa con la stessa grazia degli All Blacks. È la mia valvola di sfogo, lo si vede anche da come cambio calligrafia, a seconda di quello che sto scrivendo. Imbratto pagine su pagine e poi quando mi fermo mi sento svuotata. Ma sto meglio. Spesso non rileggo nemmeno, e non credo di aver tenuto tutti gli innumerevoli diari. Ma in quel momento, scrivere è la sola cosa che posso fare. Se per qualche ragione non riesco a farlo, patisco anche fisicamente.
    Stessa cosa quando devo scrivere un racconto, o lavoro al romanzo. Non riesco a stare troppo a lungo senza fermare sulla carta virtuale un’immagine o una scena. E inizio sempre con lo stesso rito: prima di mettermi alla tastiera ascolto un brano di Ezio Bosso, sempre lo stesso. Mi aiuta a ritrovare il mio centro e poi posso scrivere per ore, senza accorgermene.
    4. Ci racconti il tuo libro anche attraverso un brano?
    "Una sirena in lontananza si fece via via più vicina, fino a spegnersi proprio in corrispondenza dell’ingresso carraio del pronto soccorso. Si decise ad uscire.
    I due carabinieri rimasti accanto alla porta gli si pararono davanti, quasi sull’attenti, aspettando parlasse. Il dottor Dalla Longa raccolse le idee e si decise. «Per me è morte accidentale. Sì è vero, ha tumefazioni e lividi ma, a mio avviso, sono compatibili con impatti su rami o rocce lungo il fiume, del resto il Piave è in piena. È caduta, o al peggio potrebbe essersi buttata. L’ipotesi del suicidio potrebbe spiegare l’assenza del cappotto. In ogni caso, non vedo altre anomalie che possano far pensare ad un atto doloso. Lo scriverò anche nel rapporto ma ora dovrete aver pazienza, ve lo farò avere nei prossimi giorni. Mi stanno chiamando dal pronto soccorso. Direi che è tutto. Scusate, sono giorni davvero infernali, devo scappare.»
    «Risposta esatta!» un applauso scrosciante accompagnò l’esclamazione gioiosa proveniente dal fondo del corridoio. I due carabinieri si voltarono in quella direzione all’unisono con un’espressione perplessa.
    Ora però ho proprio bisogno di quel caffè pensò il medico allontanandosi a passi veloci verso le scale che lo avrebbero riportato in superficie.”
    (…)
    “La mossa del gatto” (Golem Edizioni) è un cold case del 1956 che per un caso fortuito si riaffaccia nel 2016. Un delitto misterioso che diventa per Cloe, la protagonista, un modo di evadere dalla sua vita anch’essa irrisolta, e dai pesanti ricordi che deve affrontare dopo un lutto familiare. E come nei più famosi classici, amore e morte vanno strette a braccetto.
    Grazie Sonia, ovviamente ci hai incuriositi e, se esistono lettori che non hanno ancora avuto modo di addentrarsi nella storia! Interviste Svelte regala loro l’occasione per farlo adesso. Buona lettura.
    P.S. Sonia qui non lo confessa, ma io so che ha coordinato gli scrittori che hanno partecipato con i loro racconti alla bellissima antologia curata da Massimo Tallone, in uscita per Golem Edizioni. Lo so perché “Il tallone d’Achille” contiene anche un mio scritto.
    Grazie Sonia!
    Valeria

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