Quattro chiacchiere con… Francesco Cozzolino

Home / Intervista / Quattro chiacchiere con… Francesco Cozzolino
intervista

Oggi facciamo quattro chiacchiere con Francesco Cozzolino, uno dei sue papà de “Il blues della Maddalena”, romanzo scrittro a quattro mani con Marco Grasso.
Un romanzo con due anime, legate da una profonda amicizia, che racconta di deliziosi teatrini, incontri grotteschi e paciughi inenarrabili.

  • Chi sei dietro la tua penna?

Dietro la penna de “Il blues della Maddalena” c’è un’amicizia: due persone che si sono incontrate tra l’Università e i vicoli di una città, Genova, che entrambi amano e odiano. Complice una casualità e una buona dose di autoironia, i due si sono messi in testa di trasformare una conversazione in un’idea, e quell’idea in un romanzo. Molto tempo e alcuni pastis dopo, quel romanzo ha assunto una forma definita. “Il blues della Maddalena” è la storia di chi è sopravvissuto a quell’idea, e ha voglia di raccontarlo.

  • Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere? E chi è il tuo fan numero uno?

All’epoca scrivere sembrava un buon modo per essere dispensato dal parlare. In seguito, è diventata una maniera di abbandonare una zavorra, di impiegare un mondo che altrimenti si sarebbe ritrovato disoccupato.

  • Secondo te, lettura e scrittura vanno di pari passo? Devi essere un lettore accanito per essere un buon scrittore?

Personalmente credo moltissimo nel furto. Rubare dovrebbe essere un’attività quotidiana per chi scrive. E la lettura è un luogo perfetto per rubare. Non è l’unico, ma è sempre bene frequentarlo. L’importante è tenere fermo il discrimine tra furto e copia: rubare presuppone sempre una certa dose di amore per l’oggetto del proprio desiderio.

  • Raccontaci de “Il blues della Maddalena”. Come è nata l’idea? E come siete arrivati a conoscere Golem? 

Il libro è nato da una necessità, la necessità di digerire i nostri vent’anni. Per metabolizzare quel momento della vita, abbiamo creato un paesaggio articolato, a volte labirintico, che fosse in grado di accomodare il maggior numero di aspetti di quella necessità. Quindi, dopo aver riordinato quel paesaggio e averlo popolato con i personaggi dei quali aveva bisogno, abbiamo cominciato a cercare un interesse esterno. Incontrare Golem è successo dì lì a poco, in modo quasi casuale, eppure tradizionale: spedito il dattiloscritto, siamo stati contattati dall’editore interessato alla pubblicazione.

  • Descrivi “Il blues della Maddalena” con tre aggettivi.

“Il blues della Maddalena” è una storia ironica, a tratti surreale, inquieta.

  • Un libro che vorresti aver scritto tu?

“L’arcobaleno della gravità” di Thomas Pynchon.

  • Condividi con noi una citazione che ti porti nel cuore e che ricordi quando più ne hai bisogno.

“There’s a crack in everything, that’s how the light gets in” di Leonard Cohen. (C’è una crepa in tutto, è così che la luce entra.)

Il blues della Maddalena

di Francesco Cozzolino e Marco Grasso

Pagg. 267
17 euro

TRAMA: In una notte silenziosa una crepa appare sul muro di una casa dei vicoli di Genova. Nello stesso momento due cadaveri, una ragazza senza nome e un portuale, vengono abbandonati al Terminal Rinfuse, zona del porto dove viene accatastato il carbone. Alla rinfusa, come i personaggi di una Genova malinconica e variopinta: Federico Eduardo, giovane assicuratore proprietario del muro crepato che, schiavo di un disturbo di personalità multipla, vive in bilico tra due lavori e due donne, Teresa e Sofia; Virgilio Scatafascio, editore anarchico e paranoico che pubblica Federico su bustine di zucchero e cartoni del latte per portare la cultura sugli oggetti di consumo; Antonio Persico eccentrico commissario affetto da disturbi psicosomatici e noto per i metodi alquanto chiacchierati; Don ‘Ntoni, vecchio boss-verduraio della malavita calabrese che ha perso i suoi “bassi” e avversa l’avanzare di una criminalità sempre più imbastardita; Wanda, transessuale brasiliano che con la cooperativa Le Passatelle vuole portare a termine il sogno di Don Gallo. Sullo sfondo, si staglia Futur@: un controverso progetto di rinnovamento urbano a capo del quale c’è un assessore in carriera che intreccia rapporti con la malavita e che per le sue mire politiche è pronto a macchiarsi di un omicidio. Un’umanità surreale popola un noir atipico, che si appoggia all’ironia per dipingere quel preciso momento nella vita di ognuno in cui si scelgono arma e nemico.

Leave a Reply

Your email address will not be published.