“L’ultima duna” di Cesare Battisti

Pubblicato da Giancarlo Caselli il

In anteprima sull’uscita ufficiale in libreria abbiamo stampato un numero limitato di copie numerate per la diffusione stampa e per chi è desideroso di leggere in anteprima il libro.

È una versione ancora “grezza” suscettibile di piccoli aggiustamenti ma proprio per questo più preziosa.

In esclusiva sul sito Golem Edizioni.

La vicequestore lo squadra con una punta di aggressività «La smetta con quel “signora”, se proprio vuole mi chiami dottoressa. In ogni caso non è del mio tempo che si deve preoccupare», ribatte seccamente, «ma di quello che passerà in cella a riflettere sul cranio sfondato della sua vittima. Fossi in lei ci farei su un pensierino».

Pensarci. Non fa altro da quando il paletto gli è caduto dalle mani, e lui a guardare la gente che invece di fermarsi ad aiutare affrettava il passo. Mentre Moftah era lì con la bocca che si muoveva ancora. Non c’entra la pietà con l’afflizione che gli sta lacerando l’anima. Neanche il rimorso è la consapevolezza di un fine corsa.

«Dalla bocca di Moftah uscivano bollicine rosse…»

Senza distogliere lo sguardo dal volto disfatto, la vicequestore prende il registratore dal cassetto. Lo accende. «L’indagato vuole rendere dichiarazioni spontanee? Dica chiaramente se è questa la sua intenzione.»

L’indagato conferma è sua intenzione farlo.

La vicequestore registra «Oggi 04 luglio 2019, ore 09,25, questura di Brindisi, in mia presenza l’indagato…» mentre fissa l’uomo che ha di fronte.


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