Quattro chiacchiere con… Fabio Orrico e Germano Tarricone

Pubblicato da Barbara Graneris il

intervista

Oggi sul blog Golem, sono ospiti Fabio Orrico e Germano Tarricone, autori di “Eva Love”, uno degli ultimi gialli della collana Le Vespe.

Ciao ragazzi. Chi siete dietro la vostra penna?

Persone piuttosto comuni, in diversa misura noiosi, ansiosi e solitari.

Cosa vi ha spinti a iniziare a scrivere?

Semplificando molto, e prendendoci il lusso di essere un po’ naif, potremmo rispondere: “Per esprimerci!”.

Secondo voi, lettura e scrittura vanno di pari passo? Devi essere un lettore accanito per essere un buon scrittore?

Pensiamo entrambi che sia una condizione non negoziabile.

Raccontateci di Eva Love. Come è nata l’idea? E come siete arrivati a conoscere Golem? 

Eva Love è il tentativo di scrivere un noir di confine o meglio un noir sul confine (la storia si svolge principalmente fra l’Italia e l’Austria), dando consistenza concreta a un’idea fortemente metaforica. C’è anche la forte suggestione di certi personaggi raccontati nei film scritti e/o diretti da Paul Schrader, qui volti al femminile: intellettuali, o forse santi, che il darwinismo sociale traghetta verso un uso quotidiano della violenza. L’approdo a Golem è avvenuto attraverso un’attenta mappatura delle case editrici in rete. Di Golem ci aveva pienamente convinto il catalogo, la sensibilità verso la narrativa di genere e gli orientamenti culturali.

Descrivete Eva Love con tre aggettivi.

Cupo, violento, disperato.

Un libro che vorreste aver scritto voi?

Fabio avrebbe voluto scrivere Il diavolo in corpo di Raymond Radiguet, Germano invece Martin Eden di Jack London.

Condividete con noi una citazione che portate nel cuore e che ricordate quando più ne avete bisogno.

“Il personaggio è azione” di Francis Scott Fitzgerald.

Eva Love

di Fabio Orrico e Germano Tarricone

Giallo

pag. 216

€ 13,90

TRAMA: Lara Albedo, in arte Eva Love, è un’ex pornostar che gestisce lo Strawberries wild, un locale di lap dance. Sua socia è Benedicta, una serba reduce dalle guerre balcaniche, che ancora traca armi. Lara ha un figlio Piero, un bambino di 8 anni affetto da autismo, che vive tutto l’anno in una struttura all’avanguardia. A causa di lavori imprevisti all’istituto, Lara è costretta a ospitarlo a casa per le vacanze di Natale. Le vicende di Lara ben presto si mescolano con quelle di suo padre Walter Albedo, banchiere in affari con la mafia, con cui lei sembrava aver chiuso ogni rapporto. In un susseguirsi di tragici avvenimenti, la verità che lega i vari personaggi tra loro viene drammaticamente a galla, rendendo difficile distinguere le vittime dai carnefici fino al tragico epilogo nel gelo del mar Baltico.


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