Quattro chiacchiere con… Mara Antonaccio

Pubblicato da Barbara Graneris il

intervista

Tornano le interviste di Casa Golem e oggi come ospite abbiamo la Dottoressa Mara Antonaccio che ci parla del suo manuale “Il cibo da scrivania”.

Ciao Mara! Chi sei dietro la tua penna?

Racconto la mia vita e quella degli altri, che mi hanno per qualche motivo interessata. Scrivo di fenomeni sociali, culturali e antropologici, nonché scientifici, nei miei saggi.

Cosa ti ha spinta a iniziare a scrivere?

Scrivo da quando ero giovanissima, a scuola ho vinto dei concorsi letterari e a 12 anni ho pubblicato un libro di poesie. Per me la scrittura è un fatto naturale, le frasi si compongono nella mente e fluiscono facilmente sul foglio, anzi, sulla tastiera del computer…

E chi è il tuo fan numero uno?

Una mia allieva, seguita poi dai figli e parenti vari.

Secondo te, lettura e scrittura vanno di pari passo? Devi essere un lettore accanito per essere un buon scrittore?

Sicuramente una buona cultura, ampia e laica, permette di leggere con maggiore facilità, sia per conoscenza di eventuali fatti o personaggi riportati nello scritto, sia per la dimestichezza con parole e sintassi. Non credo che leggere molto consenta di scrivere bene; indubbiamente, come appena detto, fornisce proprietà di linguaggio e ricchezza di termini, ma la scrittura viene composta nella mente, si può affinare la tecnica, non impararla da zero. Mi spiego: il pittore o lo scultore riescono a rappresentare la figura umana perché essa esiste già nella loro mente, la traspongono solo sul materiale; la tecnica con cui lo fanno è frutto di apprendimento, non la capacità di raffigurare

Raccontaci di “Il cibo da scrivania”. Come è nata l’idea?

Non sono nuova alla pubblicazione di un libro, scrivo da almeno trent’anni; lo scrittore è narcisista ed edonista per definizione, ama vedere stampati  i propri pensieri.

E come sei arrivata a conoscere Golem?

Attraverso il centro Pannunzio, di cui faccio parte.

Descrivi il tuo libro con tre aggettivi.

Il mio manuale è: semplice, immediato nella fruibilità, utile.

Un libro che vorresti aver scritto tu?

Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Condividi con noi una citazione che ti porti nel cuore e che ricordi quando più ne hai bisogno.

Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono.
(Carl Gustav Jung)

Il cibo da scrivania

di Mara Antonaccio

Pag. 120

€ 16,00

TRAMA:

Lo scopo di questo manuale è rendere consapevoli i lavoratori dei meccanismi e delle cause che portano a mangiare in modo scorretto e che fanno salire i livelli di stress emotivo, che possono provocare patologie psicologiche e fisiche; inoltre vuole essere di supporto, con una serie di consigli pratici, su come comporre il pasto in ufficio o in fabbrica e come prepararlo, mediante un ricettario semplice e veloce. La seconda parte del libro è indirizzata alle aziende e ai loro dirigenti e suggerisce una serie di azioni utili per creare un ambiente di lavoro salutare e a favorire le buone pratiche per un’alimentazione consapevole e nutrizionalmente corretta dei dipendenti.
Perché anche alla scrivania o in catena di montaggio si può mangiare sano!


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *