Gli autori e i racconti dell’antologia – Seconda parte

Pubblicato da Barbara Graneris il

Ieri abbiamo svelato alcune chicche sui primi racconti dell’antologia “Il tallone di Achille”, oggi proseguiamo con altri cinque racconti, accompagnati da qualche riga di spiegazione e dalle biografie delle menti che li hanno partoriti…

“Sangue Bianco” di Ferdinando Salamino

“”Sangue Bianco” è la storia di una donna al crepuscolo della vita e di un figlio premuroso, giunto a renderle l’ultimo saluto. Più o meno.
L’idea è nata quasi come un’effrazione, un tentativo di forzare la serratura della mia stessa fantasia. Quando Golem ha aperto agli invii per l’antologia “Il Tallone di Achille”, ero del tutto concentrato sul mio nuovo romanzo e sul suo protagonista, Michele Sabella (lo conoscerete, prima o poi). Si tratta di una figura squisitamente maschile, incline all’azione, impulsiva, quasi archetipica nell’incarnare una virilità un po’ hard-boiled, sia pure in chiave post-moderna.
Per potermi staccare da lui e scrivere il racconto, avevo bisogno di tuffarmi dentro uno scenario del tutto differente. Così ho accettato il richiamo (e la sfida) di questa donna morente, incartapecorita, immobilizzata a letto da una malattia che rende il suo sangue bianco e inutile.Una figura debole, all’apparenza, eppure capace di emozioni potenti, ineluttabili.
Volete conoscerla? Vi aspetta nella sua stanza di ospedale, portatele dei fiori freschi…


L’autore: Ferdinando Salamino è nato nel 1971. Laureato in Psicologia Clinica a Torino, la sua vita si divide tra Milano, dove è nato, e il Regno Unito, dove esercita come psicoterapeuta e insegna Psicologia all’Università di Northampton.

“Sottozero” di Marco Tarricone

“L’idea del racconto nasce dal ricordo di una giornata trascorsa a Champoluc alcuni anni fa. Le piste di sci di fondo, il tracciato impresso sulla neve fresca e le foreste di abeti e larici costituiscono la perfetta ambientazione per l’omicidio di una persona che, all’apparenza, non ha motivazioni plausibili. Toccherà ai componenti della piccola stazione dei carabinieri locale far luce su una vicenda che avrà dei risvolti inaspettati.”

L’autore: Sono nato a Torino nel ’69 e vivo e lavoro a Bruino, un comune della seconda cintura torinese. Sono sposato da quindici anni, ho cominciato a scrivere dopo aver frequentato un corso di scrittura creativa. Nel corso degli ultimi cinque anni ho pubblicato due romanzi gialli (“Il taxi bianco” – 2014 e “Magica Tour” – 2018) per Neos Edizioni e ripreso gli studi. A novembre discuterò la mia tesi di laurea triennale in Lettere Moderne seguito da A. Perissinotto su alcuni aspetti del personaggio del commissario Maigret.

“Di domenica” di Giuliana Balzano

“Di domenica” nasce dall’osservazione e dall’ascolto degli altri. Credo di poter affermare che di – dolore dell’animo – io me ne intenda. La mia professione ha perfezionato una mia già spiccata sensibilità verso chi soffre. Ci sono dolori dell’animo per i quali si smette di vivere. Dopo, semplicemente, si sopravvive. La tragedia più grande che può colpire un genitore è quella di perdere un figlio. Un dolore così grande può generare il male, una reazione a catena che, come una valanga, travolge e uccide chi incontra lungo il suo cammino. La storia poteva essere ambientata in qualsiasi cittadina italiana ma io ho scelto, per la prima volta da quando scrivo, Cairo Montenotte, la cittadina dove vivo. La vittima è un medico ospedaliero amato e stimato da tutti. Viene trovato morto nella sua casa a Murialdo, suo paese nativo. Un omicidio preannunciato da una lettera carica di odio. Il comandate della caserma dei carabinieri di Cairo Montenotte vaga nel buio, finché vengono ritrovate altre due lettere. È chiaro: l’assassino vuole spaventare i genitori del medico ucciso. Il movente ha radici lontane e profonde. La bravura del comandante e dei suoi uomini porterà alla luce un fatto avvenuto molti anni e prima e con, pazienza e intuito, verrà individuato e arrestato il colpevole.”

L’autrice: Giuliana Balzano, infermiera, è nata a Genova nel 1967 ma vive a Cairo Montenotte in provincia di Savona. Appassionata di musica d’autore, avviata allo studio del canto e della chitarra, fin da piccola si è avvicinata alla lettura e alla scrittura. Ha pubblicato già cinque romanzi che lei definisce romanzi di vita. L’ultimo “Passa ore belle”, edito Leucotea, è stato premiato al Premio Letterario Figurativo Caffè delle Arti. È direttrice della Collana Storie di Vita della casa editrice Leucotea. A giugno 2019 esce il suo primo giallo dal titolo “Astrid” per Alter Ego Edizioni.

“Come l’acqua” di Andrea Del Castello

Il signor Faloni è sposato, ma tradisce spesso la moglie Sara che è una donna molto gelosa. Sulla ricostruzione di un evento del passato le due personalità si rivelano vincolate a traumi incancellabili.
Ho elaborato l’idea di questo  racconto mentre guidavo di notte; la strada era vuota e mi lasciavo ispirare dai testi delle canzoni che ascoltavo. Tassello dopo tassello, sono arrivato a casa con una trama definita.”



L’autore: Andrea Del Castello è direttore artistico di Giallovidio e per l’omonima collana editoriale ha curato la raccolta di racconti “Miti e delitti”. È saggista per riviste accademiche italiane e straniere e ha pubblicato vari libri sui diversi ambiti delle discipline umanistiche. I più recenti sono il saggio “Come si scrive un thriller di successo” (Lupi Editore, 2017) e il romanzo “La voce della morte” (Bertoni Editore, 2018).

“La macchia rossa” di Roberta Castelli

“Il mio racconto parla di un omicidio avvenuto in un tranquillo paesino affacciato sullo Jonio. L’idea è nata da un crimine che ha lasciato un segno indelebile nei miei ricordi e che si è consumato sedici anni fa vicino casa mia, in Sicilia. Un atto così cruento ci mette sempre di fronte a tanti interrogativi, che spesso non trovano risposta. Quindi ho deciso di pormi e di porre al lettore una semplice domanda: quello che è successo, si sarebbe potuto evitare?”

L’autrice: Roberta Castelli nasce nel 1978 ad Avigliana (To) ma cresce in Sicilia, dove vive fino ai vent’anni. In seguito viaggia molto e, nel 2016, approda a Vienna. Lavora per tanti anni nel mondo del retail, coltivando intanto la passione per la scrittura, che la accompagna da sempre. Nel 2014 crea un blog dedicato all’espatrio e, un anno dopo, pubblica in self publishing un libro autobiografico, che le regala molte soddisfazioni. Nel 2019 vince una menzione speciale con un racconto, grazie a un  concorso indetto da Spunto edizioni e Luoghi di Libri. È attualmente impegnata nella stesura di un romanzo che racconta della Nigeria e di un piccolo villaggio dimenticato da tutti; mentre un altro romanzo è già pronto, in attesa di trovare un editore.

A domani con gli ultimi cinque racconti 😉


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