Descrizione
I curatori del progetto:
Renata Busettini
Nata a Milano nel 1964, si trasferisce a Torino agli inizi degli anni ‘80. Ha sempre avuto la fortuna di viaggiare molto e la fotografia le è sempre stata un’ottima compagna. Nel corso degli anni questa sua passione non è cambiata, ma il viaggio non è più il motivo per fotografare, essa è diventata IL motivo per visitare e scoprire il mondo. Nel 2015/16 ha seguito alcune delle rotte migratorie lavorando su reportage in Giordania; Grecia; Macedonia e Italia. Nel 2020 pubblica con Max Ferrero il libro America Fi(r)st per Allemandi Editore: un racconto in quattro capitoli per descrivere gli Stati Uniti d’America al tempo della presidenza Trump.
Carla Carucci
Regista e attrice torinese di adozione, dal 1996 studia i diversi linguaggi del teatro, scrive e interpreta i propri testi e si dedica alla regia di numerose produzioni indipendenti. Ha lavorato inoltre come assistente alla regia di Valerio Binasco e di Jurij Ferrini. La sua ricerca teatrale è rivolta all’analisi del contemporaneo e del suo effetto sull’umanità, indagando temi quali la solitudine, la dipendenza, la fragilità e la perdita.
Max Ferrero
Fotografo professionista dalla fine degli anni ‘80, ha sempre lavorato su reportage focalizzati agli ambiti sociali. Servizi fotografici sulla guerra nella ex Jugoslavia, il Kurdistan iracheno, le rivoluzioni del centro America, i fenomeni dell’immigrazione, le carceri minorili e gli ospedali psichiatrici giudiziari sono stati oggetto di pubblicazioni e mostre sia in ambito nazionale sia internazionale. Insieme a Renata Busettini ha pubblicato nel 2020 il libro America Fi(r)st.
Paola Meina
Laureata presso la Libera Università di Scienza Goetheanistica – Sezione Medicina/Terapia Artistica – Dornach Svizzera, Opera da più di trent’anni come terapeuta artistica e formatrice presso studi medici e Istituzioni socio sanitarie. Da oltre dieci, dirige l’Associazione AFTCed di Trento che si occupa di accoglienza di strada per persone affette da patologie da dipendenze. In essa ha fondato il Punto Donna, luogo di accoglienza e ascolto delle donne obbligate alla prostituzione nel mondo delle dipendenze. Ha ideato il metodo di contrasto e cura delle fragilità “La guarigione è una questione d’amore”.
Gioele Urso
Giornalista torinese. Si occupa di politica, economia e società con attenzione al mondo dei social network e dei nuovi media. Dal 2002 opera in ambito radio-televisivo e digitale. Ha pubblicato quattro libri a carattere crime di cui l’ultimo è A Torino si uccide per nulla (Golem Edizioni, 2024). Come autore ha partecipato al Torino Film Festival con il cortometraggio Falling Up e al Piemonte Movie con il cortometraggio Ezechiele 25, 17 – Chapter 8: Trashomon.
Clarissa Pattocchio
Psicologa clinica e di comunità. Si è specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso l’Associazione IBTG – Scuola Gestalt di Torino. Fino al 2024 ha operato come specializzanda in psicoterapia presso il Centro di Salute Mentale della Circoscrizione 5 e come psicologa presso “Assaggi di Gestalt”, uno sportello psicologico a prezzi calmierati, nato per incontrare e sostenere le fasce di popolazione in difficoltà economica. Oggi lavora in uno studio privato come psicoterapeuta con adulti e coppie, conduce gruppi tematici, quali la prima edizione di “Legami Indissolubili”, un gruppo di sostegno e consapevolezza sulla dipendenza affettiva e gruppi di formazione.





Marika Schiavone
Tra le recenti pubblicazioni editoriali di Golem Edizioni, che ringrazio di cuore per la disponibilità e collaborazione, nonché per le forti emozioni che sempre ci regala, vi è un titolo che ha attirato la mia attenzione in un istante. Sto parlando di Vietato moirire. Storie di “ordinaria” resistenza. Si tratta di una raccolta di esperienze di vita di 18 donne. Ogni capitolo è dedicato a una donna ed è accompagnato da fotografie che parlano al lettore, per concludersi con un qr code da poter scansionare per ascoltare la voce di Carla Carucci. Quest’ultima, attrice, autrice e regista, con la propria voce narra, utilizzando differenti parole rispetto al testo scritto, la storia delle diverse narratrici. Attraverso le loro esperienze di vita, di rinascita e rivincita, di resilienza e coraggio, il lettore si immerge fra le pagine di questo volume unico e prezioso. Moltissime sono le frasi di ispirazione che mi hanno portata a farmi riflettere e, altrettante, sono quelle che vorrei riportarvi nel mio articolo. Per ovvi motivi, non potrò citarle tutte, ad ogni modo sono diversi i passaggi veramente utili che ogni persona, intesa come ogni essere umano, dovrebbe ben conoscere nel proprio vocabolario e saperli poi applicare nel quotidiano. Ripartire da zero, rinascere, ricominciare a vivere e convivere con il terrore dopo che il marito o il compagno ha provato a togliere la vita alla donna che definiva amore della sua vita. Oppure reinventarsi e abituarsi a un nuovo corpo, una nuova sé, a seguito di un grave incidente stradale oppure di una malattia. Continuare a vivere e lottare proprio contro una malattia, sia questa visibile o invisibile. Sopravvivere a guerre, scontri, lotte per la propria indipendenza e libertà di agire in quanto donna. Infine, storie di madri che hanno lottato e perso un figlio. Questi sono tutti temi focali dei diversi racconti che troverete all’interno di Vietato morire. Storie di “ordinaria” resistenza. Una raccolta vera e pura, che mette a nudo l’anima delle donne che sono qui, oggi, ad aprirsi con il mondo e far ascoltare le proprie voci affinché il dolore, la violenza, i soprusi, non vengano perpetrati ancora. Siamo consapevoli del fatto che la strada per raggiungere risultati concreti, sia ancora lunga, travagliata, ricca di ostacoli impervi e in salita. Ma finché ci sarà qualcuno disposto a leggere queste storie, ad ascoltare questi spaccati di vita, allora la speranza continua a brillare come una fiammella costante e inesauribile. Per evitare spoiler indesiderati, non posso anticiparvi molto della trama se non questi brevi accenni. Soprattutto, perché, a parer mio, si tratta di un romanzo contemporaneo che merita di essere letto almeno una volta nella vita. Con qualche accenno di psicologia, basato su storie e fatti reali, è impossibile non farsi coinvolgere appieno e commuoversi. A me, infatti, è capitato diverse volte di trovarmi con gli occhi lucidi nel corso della lettura. Credetemi, però, se vi dico che ne vale ogni singolo istante. Non voglio certo minimizzare, non è un libro facile o leggero, eppure tutti gli autori e il fotografo (Renata Busettini, Carla Carucci, Paola Meina, Gioele Urso, Clarissa Pattocchio e Max Ferrero) sono stati grandiosi, così abili nell’intrecciare questo volume e ad aver creato una raccolta emozionante, coinvolgente e, al contempo, intensa e arricchente. Di ciò, li ringrazio profondamente per aver dato vita a questo meraviglioso e coraggioso progetto. Consiglio Vietato morire. Storie di “ordinaria” resistenza a chiunque voglia scoprire dei racconti di vissuto reale, che voglia ricordarsi cosa vuol dire essere umano e combattere per il dono più prezioso che abbiamo: la vita e la libertà di goderla pienamente.
Per me non possono che essere 5 stelle!