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Il proletariato contro la dittatura

17,10

Federigo Argentieri

laureato in Scienze politiche all’Università “La Sapienza” di Roma e PhD in Storia contemporanea alla Elte di Budapest, ha lavorato per quattordici anni nei centri studi e insegnato all’Università di Firenze e in altri atenei italiani e americani. Dal 1996 è professore di Scienze politiche presso la John Cabot University di Roma, dove dirige il Guarini Institute for Public Affairs. I suoi studi vertono principalmente sull’Europa centrale, con particolare riferimento all’Ungheria, sulla sicurezza europea durante e dopo la guerra fredda e sul ruolo degli intellettuali nei regimi totalitari. Tra le pubblicazioni recenti, un capitolo del libro di testo Central and Eastern European Politics, From Communism to Democracy, giunto alla quinta edizione. Collabora al “Corriere della Sera” e al supplemento settimanale “La Lettura”.

COD: 978-88-9291-061-4 Categorie: , ,

Descrizione

di Federigo Argentieri

A venticinque anni dalla prima edizione, distribuita dal quotidiano L’Unità con il titolo Budapest 1956 – la rivoluzione calunniata, torna in libreria un testo ormai classico, in versione aggiornata ed ampliata con in appendice il noto saggio di Hannah Arendt in una nuova traduzione curata dall’autore stesso. Per troppo tempo in Italia l’attenzione si è focalizzata sulla legittimità o meno dell’intervento militare sovietico, quindi sui contraccolpi da esso causati nello scenario politico nazionale: è tempo di passare all’analisi del progetto politico che riuscì a delinearsi in pochi giorni, a completarsi dopo l’arrivo dei carri di Mosca e a lasciare un’eredità importante nella storia del ventesimo secolo. Come felicemente ancorché inesattamente sintetizzato da Ignazio Silone, “il Palazzo d’Inverno, Kronštadt e Barcellona si sono succeduti sulle rive del Danubio con la rapidità delle edizioni straordinarie di un giornale a grande tiratura”. E Raymond Aron poco dopo scrisse: “Operai, intellettuali, studenti, uniti secondo il sogno di Marx, insieme hanno dimostrato che il regime totalitario, pretendendo di sopprimere le rivalità, legittime e feconde, degli uomini e delle idee, forgia l’unanimità del popolo contro l’apparato della tirannia (…) la follia degli ungheresi, in rivolta da soli contro un impero onnipotente, continuerà di secolo in secolo a testimoniare per l’uomo e a dare fede nel suo destino”.

Nei suoi 12 anni al potere, il governo di Viktor Orbán ha ridotto la rivoluzione ungherese ad una mera affermazione di orgoglio nazionale, tralasciando volutamente la ricchezza insita nel progetto socialista e democratico, forgiato spontaneamente dalla nuova classe operaia creata dal regime comunista: il libro colma questa lacuna poggiando su tutta la storiografia esistente, da quella anarchica o trotzkista a quella liberale o di destra, restituendo appieno la forza di un progetto affascinante e ancora valido che temporalmente si collocò a metà strada fra l’insurrezione di Kronštadt, nel marzo 1921, e la fine dell’URSS nel dicembre 1991.

pag. 224

€ 18,00

ISBN 978-88-9291-061-4

Informazioni aggiuntive

Peso 360 g
Dimensioni 21 × 16.3 × 6 cm
Anno di pubblicazione

2021

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