Morto a domicilio

5.00 out of 5

Carla Regis è un’arzilla pensionata che vive sola in una borgata di montagna, tra cruciverba e giornate tranquille. La sua routine serena si spezza una sera d’autunno quando davanti a casa trova una sacca piena di soldi e gioielli: da quel momento, con la sua curiosità tutta alla Miss Marple, si ritrova suo malgrado coinvolta in un intricato caso di omicidio.

Descrizione

di Emanuela Carbonelli
Docente di italiano per stranieri (italiano L2) e una pedagogista clinica in quiescenza. Si è formata nella scrittura narrativa dopo aver seguito dei corsi piuttosto robusti, ma ha potuto dedicarsi a tempo pieno alla narrazione solo dopo la pensione. Quest’anno inizia a coglierne i frutti: è vincitrice sia del premio Bardonoir sia, sempre per i racconti, del premio Camilleri.

1 review for Morto a domicilio

  1. 5 out of 5

    Carla Regis vive da sola in un condominio di montagna, dopo che anche suo marito è deceduto. Gli altri proprietari vengono a trascorrere del tempo nei propri appartamenti solo nei mesi estivi. Per di più, la palazzina si trova in periferia, in un posto silenzioso e non frequentato. Carla, una sera sente sbattere qualcosa contro la saracinesca del garage, pertanto decide di scendere e verificare l’accaduto. Con stupore, rinviene un sacco pieno zeppo di gioielli e soldi che decide di portarsi in casa e metterlo al sicuro. L’indomani, i carabinieri della locale stazione le suonano al citofono avvisandola che nel suo giardino è stato trovato un corpo, brutalmente assassinato…

    Stanca della monotonia e convinta che alla sua età non debba per forza perdere la propria autonomia, così come invece pensano tutti gli altri, decide di indagare personalmente per capire cosa sia realmente accaduto. Tra siparietti divertenti e momenti di tensione, cos’altro accadrà? Scopritelo con l’ultimo racconto, in ordine di tempo, della collana NeroDonna.

    Non saprei da dove iniziare a scrivere questa recensione, ormai l’appuntamento mensile con il giallo della collana NeroDonna è per me fisso e irrinunciabile e non c’è stata mai un’occasione in cui io sia rimasto deluso. Anche in quest’occasione posso confermare che si tratta di una raccolta di storie l’una la più entusiasmante dell’altra. Con Morto a domicilio ho conosciuto per la prima volta la penna di un’autrice Italiana che si cimenta col genere giallo, caratteristica di questa collana. In particolare, Emanuela Carbonelli ha saputo creare un intreccio molto coinvolgente, che si è fatto divorare in pochi minuti, visto che si tratta di circa 44 pagine, a seconda del dispositivo che usate per leggere. Devo ammettere di essermi innamorato della storia, tanto che alla fine non credevo di dover lasciare Carla e gli altri personaggi, fra tutti la sua spalla Antonio Serra, che ha mostrato una pazienza infinita nei confronti dell’anziana protagonista.
    Mi piacerebbe davvero molto se questo esperimento fosse l’inizio di una serie a sé stante, perché gli elementi affinché ciò accada ci sono tutti. Una piccola comunità, la presenza di una stazione dei carabinieri sul territorio, la località montana che si presta ad ambientazioni buie e misteriose, e il fatto che tutti conoscano un po’ tutti, senza conoscersi veramente a fondo. Le descrizioni sono quel tocco in più che ha fatto palesare davanti ai miei occhi le scene narrate.

    Insomma, mentre aspetto la prossima uscita NeroDonna, vi consiglio di leggere Morto a domicilio e scoprire anche lo stile di scrittura di Emanuela Carbonelli. Se cercate un giallo tutto italiano, da divorare, a maggior ragione fa per voi!
    Senza dubbio 5 stelle.

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