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Non è vero che in campagna c’è silenzio

5.00 out of 5

Il prezzo originale era: 15,90€.Il prezzo attuale è: 15,10€.

Torre del Greco, maggio 2022. In una pineta alle pendici del Vesuvio, a pochi passi dalla casa di Amanda Sifri, giovane giornalista freelance, viene ritrovato il cadavere dell’avvocato Leonardo Pardi. Amanda non può lasciarsi scappare la possibilità di un’esclusiva, quindi indaga sul caso insieme all’agente di polizia Mara Mennella. Ben presto capiscono che dietro all’omicidio si nascondono orribili verità sulla vita privata e sulla famiglia dell’avvocato: la sua morte sembra collegata a un giro di prostituzione gestito dai fratelli Auriemma, proprietari del Bar Tropicana, che coinvolge alcune studentesse e casalinghe della città. Amanda stringerà un forte legame con Altea, la madre della vittima, che la riporterà indietro di diversi decenni raccontandole la sua tragica storia. Tra articoli di giornale che rivelano gli sviluppi delle indagini, pagine di diario, lettere e biglietti che propongono enigmi e svelano indizi, questo giallo sui generis conduce il lettore verso un inaspettato finale.

Sku: 9788892910621 Categories: Le Vespe, Libro, Novità Tags: , ,

Descrizione

di Martina Salvai
Nata a Napoli nel 1989 e vive a Torre del Greco. Laureata in Letterature Comparate, lavora a Napoli nel campo della comunicazione. Non è vero che in campagna c’è silenzio è il suo esordio letterario. Il romanzo è arrivato in finale alla terza edizione di “LetteraFutura” e nel 2024 ha vinto il premio “Amelia in Giallo” indetto da Note di Carta e Golem Edizioni.

4 reviews for Non è vero che in campagna c’è silenzio

  1. 5 out of 5

    Amanda Sifri è una scrittrice e giornalista freelance che si è trasferita a Torre del Greco con il suo migliore amico oramai da tempo. È una giornata stressante come tante altre quando, lungo la strada di ritorno verso casa, si imbatte in una scena del crimine. Un uomo è riverso a terra e la polizia sta già mettendo la scena in sicurezza. La curiosità di Amanda, però, non ha limiti e, attirata come da una calamita, si avvicina sempre di più fino a riuscire a riconoscere le fattezze del malcapitato. Ha così inizio un’indagine serrata che porterà la ragazza, con metodi poco ortodossi, a scoprire la verità. Riuscirà la nostra giornalista a portare a termine questa missione, oppure la sua vena investigativa verrà sedata per sempre? A voi, lascio un quesito a cui trovare risposta…
    Conosco per la prima volta la penna di Martina Salvai con questo giallo tutto italiano ambientato nella nostra splendida Campania. Devo dire che l’intreccio narrativo ideato dall’autrice mi ha totalmente coinvolta e mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Il ritmo è abbastanza serrato e la lettura procede piacevole, con qualche descrizione dettagliata e qualche battuta ironica ad alleggerirne l’atmosfera. Vi sono anche dei flashback che aprono uno spiraglio sul passato della protagonista, dandoci così modo di conoscerla meglio.
    L’indagine in sé mi è piaciuta, il tutto è stato ben congegnato e, fino alla fine, ero confusa su chi potesse essere il reale colpevole. Di questo davvero un grande merito all’autrice per avermi depistata più volte e avermi fatta appassionare alla storia della famiglia Vannini-Pardi. Sicuramente, Non è vero che in campagna c’è silenzio è un romanzo giallo coinvolgente in grado catturare l’attenzione e tenere il lettore sulle spine. Se siete alla ricerca di un racconto ben strutturato una narrazione fluida che racconta le vicende di affari loschi e violenti di una famiglia per bene, non potete di certo farvi sfuggire questo romanzo pubblicato da Golem Edizioni. Consigliato!
    Per me sono 4,5 stelle!

  2. 0 out of 5

    La sua scrittura è coinvolgente, diretta e introspettiva, in particolare per quanto riguarda la tematica dell’identità, dell’accettazione di sé che passa attraverso la comprensione, la conoscenza, il rispetto e l’ascolto di se stessi.

    Martina Salvai ha scritto un romanzo che non si ferma alle apparenze e a una semplice indagine, ma va oltre la superficie, sollevando il velo di ipocrisia dietro cui si copre il finto perbenismo, affrontando tematiche attuali e importanti come ad esempio: la violenza sulle donne, lo sfruttamento, la manipolazione dell’altro, le dinamiche di possesso e controllo, l’affermazione di sé e della propria identità.
    L’autrice affronta ed elabora queste tematiche con sensibilità, intelligenza ed obiettività, evitando di cadere nella trappola della stereotipizzazione dei personaggi e degli argomenti.
    La sua scrittura è coinvolgente, diretta e introspettiva, in particolare per quanto riguarda la tematica dell’identità, dell’accettazione di sé che passa attraverso la comprensione, la conoscenza, il rispetto e l’ascolto di se stessi.
    Conoscere e rispettare se stessi, vuol dire crescere e non aver timore di scegliere e dimostrare chi si è e chi si ama.
    “Ma l’amore non basta a ricominciare se sei stata costretta a una scelta dilaniante per sopravvivere.”
    (citazione tratta dal libro)
    L’autrice ci prende per mano e ci guida all’interno di tematiche profondamente riflessive e lo fa attraverso un’indagine che vede come protagonista una donna intraprendente, che ha imparato, durante l’infanzia, a tenere a bada i suoi desideri e ad accontentare gli altri, e oggi deve imparare ad ascoltare meglio se stessa.

    Leggi tutta la recensione qui: Recensione a Non è vero che in campagna c’è silenzio

  3. 0 out of 5

    Uno dei libri più splendidi che abbia letto nella mia lunga carriera di bibliorecensora per passione, l’ho divorato, in anteprima, in un soffio nonostante la sua mole e mi ha avvinto e appassionato per vari motivi.
    In primis perché è un giallo psicologico che analizza, in modo straordinario, le motivazioni e gli scheletri nell’armadio che hanno i/le vari/e co-protagonisti/e, da Amanda, la giornalista, di cui è impossibile non innamorarsi sin da subito, a Mara, la poliziotta, da Altea, la madre di Leonardo, la persona uccisa all’inizio della storia, a Ester e a Caterina; ognuna di loro viene caratterizzata da uno studio approfondito e, soprattutto, empatico che le fa diventare un unicum: standing ovation!
    Perfetto l’escamotage dei flashback temporali grazie ai quali possiamo capire meglio il loro vissuto e gli intrecci che le legano; complimenti per lo stile narrativo ricco e variegato e per i dialoghi che sono la struttura portante dell’intera storia.
    Complimenti per la leggera e magica ironia che colora la narrazione, è un dono raro tra chi narra ed è la cifra distintiva di Salvai.
    PS spero di poter ritrovare Amanda e, perché no, anche Mara in un prossimo sequel: bravissima!

    Leggi la recensione completa qui: Recensione a Non è vero che in campagna c’è silenzio

  4. 0 out of 5

    E brava Martina Salvai! La redazione di Lesbook si sta chiedendo se l’autrice abbia fatto un corso di illusionismo! Insomma, vi troverete coinvolte nella storia di Amanda e Mara e, quando penserete “ah, la solita storia d’amore”, vi ritroverete spiazzate.
    I capitoli si intrecciano tra la storia nel presente e il passato della protagonista, ma non solo: ci saranno anche altri excursus temporali, ma non vogliamo dare altri dettagli.
    Ho amato il personaggio di Ester per la sua storia e la sua forza. Vi chiederete: “E mo’ chi è chista?” Eh, ragazze, non posso dirvi tutto io! Fidatevi.
    Di Amanda invece amerete la spiccata ironia, che noi emotive utilizziamo come arma per gestire le situazioni più svariate, anche se ci procura un bel po’ di figurelle!

    Leggi la recensione completa qui: Recensione a Non è vero che in campagna c’è silenzio

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