Descrizione
di Antonella Manduca
È nata nel 1961 a Pinerolo. Nel 2000 si trasferisce in Francia per la sua attività di mercante d’arte, vivendo tra Cannes, Parigi e Nizza e viaggiando molto per partecipare a saloni e mostre internazionali di antiquariato.
Diamanti in cambio (Argonauta Edizioni, 2022) è il suo primo romanzo, finalista al premio Leopoldo II di Lorena edizione 2023. Ha scritto racconti per alcune antologie: L’Armatura in Sotto (la) pelle (Neos Edizioni 2023), L’eroica in Piemonte sulle vie del vino (Giulio Perrone Editore, 2023), Il vestito color ottanio in Le torinesi ribelli (Neos Edizioni, 2024), Latte tiepido e miele di castagno in Sottovoce (Neos Edizioni, 2024) e Abbaiare da morire in 365 Racconti gialli, thriller e noir (Delos Digital, 2024). Ha pubblicato la raccolta di poesie “Controluce” (Edizioni Libroitaliano, 2000). Nel 2024 ha pubblicato con Golem Edizioni il romanzo noir Il nascondiglio perfetto e nel 2025 il suo racconto Luna, non disturbare gli dei degli altri si è classificato secondo al premio Agatha.



Antonella per Marika.bookblogger
“Il tempo di Stefano” è un romanzo di Antonella Manduca, edito dalla casa editrice Golem nel 2025. L’autrice regala ai propri lettori una biografia romanzata di Stefano Tempia, musicista, compositore e maestro di coro, vissuto a Torino durante il Risorgimento. Nonostante sia una figura sconosciuta a chi non può considerarsi un melomane, il maestro Tempia ebbe in realtà un ruolo primario nella composizione di opere celebri, ma soprattutto nel riportare in auge il canto corale, riuscendo a realizzare un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.
Cresciuto in Francia, uomo colto ed elegante nei modi, il maestro Tempia dedicò anima e corpo al proprio lavoro, dividendosi equamente tra i vari compiti e ruoli. Era benvoluto da tutti per la propria indole, dedizione e disponibilità. Come affermato dall’autrice nella nota iniziale, fu un uomo discreto, perciò poche sono le notizie ufficiali. Antonella Manduca, quindi, compensa la mancanza di dati e informazioni con una narrazione coerente e vibrante, fornendoci un ritratto realistico, a tratti malinconico, dell’uomo, oltre che del musicista.
Il racconto in terza persona è affidato a un narratore onnisciente. Nonostante sia principalmente ambientato nella Torino Risorgimentale, possiamo trovare l’alternanza di alcuni capitoli collocati nel presente, all’interno dei quali un maestro contemporaneo vuole seguire le orme del suo predecessore, centocinquant’anni dopo. Evidente anche un legame tra presente e passato che attribuisce al testo una vaga “nota magica” e un pizzico di mistero. Tra i personaggi, spicca la tenera figura materna di Giannina, che si prende cura del suo padrone con amore e pazienza, ma troviamo anche personaggi realmente esistiti e fondamentali nella storia, nella politica, nella musica e nella mondanità. Lo stile di scrittura è limpido e armonioso. L’esperienza di lettura si rivela piacevole e interessante per tutti, ma potrebbe essere particolarmente gradita da chi ama i romanzi storici e le biografie, da chi è appassionato di musica e da chi ama riscoprire figure cadute nell’oblio.
4,5 stelle.
Mariangela Tardito
L’occasione è la biografia romanzata di un violinista, compositore, maestro di coro, che ha significativamente influenzato la musica italiana negli anni in cui si faceva l’unità del nostro paese. Ma Il tempo di Stefano, in realtà, permette di incontrare, conoscere, approfondire un mondo ormai passato fatto di eventi, costumi, personaggi e accadimenti che altrimenti sarebbero dimenticati.
Stefano Tempia, il protagonista, diviene così emblema del desiderio di innovazione e cambiamento di anni che veramente mutarono la storia. L’autrice ha compiuto un lavoro straordinario nel ricostruire la vita di questo musicista, facendoci entrare nel vivo della sua esistenza e della sua passione. Il piccolo mondo antico che Antonella Manduca dipinge riesce infatti ad essere quantomai vivido e reale ai nostri occhi, ormai distratti dalla miriade di stimoli e di occasioni del secolo in cui viviamo. La figura del protagonista è ritratta con grande sensibilità e attenzione ai dettagli, e si riesce a sentire la sua musica risuonare tra le pagine che Stefano percorre lieve, mentre orchestra l’universo della sua realtà, dirige con voce sicura armonici e contrap-punti, presta la sua sapienza alle generazioni più giovani. Non manca un pizzico di magia, infine, e non poteva essere altrimenti: che altro è infatti, la musica, se non magia?
La scrittura è fluida e coinvolgente, la narrazione si alterna alle scene e il lettore viene accompagnato tra corti nobiliari, chiese e luoghi in cui si suonava davvero, con l’inchiostro e la carta.
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