In offerta!

Una sciarpa blu cobalto

5.00 out of 5

Il prezzo originale era: 15,00€.Il prezzo attuale è: 14,25€.

In un palazzo di Padova, un’anziana attrice viene trovata morta nel suo appartamento chiuso a chiave dall’interno. Per l’ispettrice Bianca Damiani il caso si presenta complesso quanto anomalo: chi poteva avere interesse a ucciderla e, soprattutto, come ha fatto l’assassino a entrare? Il caso si complica quando l’autopsia rivela che l’arma del delitto è una sciarpa blu cobalto, scomparsa nel nulla. Nello stesso condominio vive Carla Piovan, madre di cinque figli e influencer dalla vita apparentemente impeccabile. Ma cosa si cela dietro la vetrina patinata dei social?
Tra indizi e sospetti, l’inchiesta svela il volto effimero e spietato dell’esposizione sui social media, dove nulla è davvero come appare.

Descrizione

di Cristina Biolcati
È nata a Ferrara, ma padovana d’adozione. Ha pubblicato Le congetture di Bonelli (Delos Digital, 2020) e In grazia di Dio (Todaro Editore, 2023). I suoi racconti hanno vinto numerosi premi: Il suono delle sue ferite (Garfagnana in Giallo, sez. Nero Digitale, 2022), Doppia promessa (GialloLuna Nero-Notte, 2023), Tutta la mia solitudine (Writers Magazine Italia, 2024). Nel 2025 è uscito Le regole del gioco, nella collana NeroDonna di Golem Edizioni.

4 reviews for Una sciarpa blu cobalto

  1. 0 out of 5

    Cristina Biolcati, ferrarese di nascita ma padovana d’adozione, ci regala una storia che s’insinuerà sottopelle dopo poche battute e che non ne uscirà fino alla fine. A dirla tutta non sono sicuro lo farà nemmeno dopo aver girato la fatidica ultima pagina. L’ennesima prova della bontà di quest’autrice, che costruisce trame in silenzio e non ci dà il tempo di renderci conto di essere già “intrappolati” nelle sue storie.
    Storie che parleranno di personaggi che in realtà ci sembrerà di conoscere da sempre. Tiferemo per loro, soffriremo con loro e penseremo a loro anche quando il libro sarà insieme a tanti altri fratelli sullo scaffale.
    Una sciarpa blu cobalto è una storia perfetta per chi ama i gialli o per chi cerca un libro che faccia estraniare dalla routine. Se proprio non digerite il genere… io un’occhiata la darei lo stesso, in fondo l’investimento è minimo e il risultato è garantito. Un libro piccolo che donerà qualcosa di grande. Anzi, immenso.

  2. 0 out of 5

    Cristina Biolcati, scrittrice di numerosi titoli, oggi autrice di Una sciarpa blu cobalto, Golem Edizioni, alla sua prima edizione febbraio 2026. Accostarsi a leggere un libro oggi presuppone una certa pazienza, richiede gentilezza e delicatezza, un riguardo nei confronti del mondo che lo scrittore ha deciso di consegnare in mano a chi avrà coraggio, tempo e modo di leggere. Il libro di Cristina Biolcati non la presuppone necessariamente, perché anche se non ci si accosta con tale accortezza, si diventa grati alla scrittrice, si entra pagina dopo pagina in punta di piedi, mentre intorno all’immaginazione del lettore si disvela un intricato groviglio, fatto di vittime, di tanto sangue, ma di immensa umanità. L’umanità di cui parlo si trova nelle parole scelte dall’autrice, nel modo in cui il lettore viene accolto nella storia, delicatamente, senza fare rumore, senza spaventi, senza scene improvvise, senza sorprese, senza sussulti. Potrebbe sembrare negativo per certi aspetti, e invece non lo è, è l’eccezione oggi non fare uso di analessi e prolessi, o di non optare per un prologo in medias res. Biolcati con una penna semplice, cristallina e lineare riesce a offrire un mondo vivo, quello della narrazione quotidiana di una squadra investigativa di Padova, che diventa un qualsiasi luogo lavorativo, come ne esistono tanti altri, dove regnano le gerarchie, le antipatie, le giornate no, litigi, ma anche i riti. Il libro, nelle sue centosettanta pagine, disegna uno spaccato variegato di tipi umani e di tematiche attuali. La protagonista è un’ispettrice di nome Bianca Damiani, quarantasei anni, una donna spesso agitata a furia di moka, tormentata da una serie di preoccupazioni, non è il classico ispettore tutto d’un pezzo, viene delusa continuamente, eppure questo la rende in grado di sentire ogni cosa profondamente, le rende possibile sbagliare, ma anche di saper chiedere scusa e di perdonare. Certo, Bianca prova a non deludere, almeno la sua squadra, talvolta si chiude a riccio nel suo lavoro, dal quale anche si fa coinvolgere emotivamente. Bianca soffre perché sente sulla pelle la cattiveria del mondo, le ingiustizie che vuole combattere. Al centro di tutto un caso ricco di insidie, un palazzo ricco di persone particolari, tutte possibilmente coinvolte e un’arma del delitto alquanto particolare, la sciarpa blu cobalto che conferisce nome al giallo. Nulla è lasciato al caso, ogni dettaglio consente di aggiungere un pezzo al puzzle alla squadra e insieme ad essa, al lettore. Oltre al caso, gravitano nel libro tante microstorie, che permettono delle riflessioni importanti, come la solitudine e la malattia e i rischi che comporta in vecchiaia tale binomio, la malattia della società moderna legata al consumismo annebbiata dalle apparenze oppure la dipendenza dai social e le difficoltà affrontate da tanti ragazzi nel riuscire a comprendere la differenza tra bene e male, tra giusto e sbagliato, a furia di distrazioni, a furia di informazioni indistinte, a furia di facilitazioni. I rapporti anche sono complessi, nulla è lasciato all’idillio in questo libro, la sorella di Bianca si chiama Vanessa, e non è facile da gestire, non ascolta, è impulsiva, è molto diversa dalla protagonista, eppure sono legate da un bene che non lascia spazio ad esitazioni in caso di pericoli e difficoltà, come quei rapporti che, pur imperfetti, nel bene o nel male, fanno parte del proprio DNA.
    Insomma, in Una sciarpa blu cobalto la quotidianità prende sempre il sopravvento, «perché la meraviglia dura poco e la gente dimentica in fretta». Biolcati risveglia gli animi, scuote le coscienze, esorta alla riflessione di una società, che parta dai singoli ma che riguardi le colpe comuni, radicate nella società. L’autrice insegna che a dare più peso alla normalità, agli sbagli quotidiani che si compiono anche nella sfera familiare o condominiale, ci aiuta a spingerci fuori da quell’indifferenza e da quelle giustificazioni, a riguardare con lucidità quei valori che ignoriamo, quelli di cui ci rendiamo complici ogni volta che non guardiamo, ogni volta che ci giriamo dall’altro lato, ogni volta che facciamo finta di non sentire.

  3. 0 out of 5

    Riuscire a catturare quella che è la realtà in un romanzo breve non è da tutti, io lo dico da anni che Cristina Biolcati è una scrittrice di talento ed è capace di farlo ad occhi chiusi, lei ha uno stile pulito, preciso e ipnotico. I suoi lavori riescono a coinvolgere il lettore che segue le vicende narrate cercando di fare breccia nel mistero sapientemente intessuto.
    E anche stavolta ha colpito nel segno.
    La morte di un’anziana attrice è il punto di avvio di una vicenda dai risvolti inattesi che ha per protagonista Bianca Damiani, ispettrice, già conosciuta nel racconto lungo Luna Park Assassino
    Bianca e la sua squadra scandagliano tutte le piste per cercare di capire movente e modalità.
    Una porta chiusa dall’interno e la mancanza dell’arma del delitto punti focali della scena.
    La storia che mescola la vita di Bianca, in particolare il rapporto conflittuale con la sua gemella e il caso in corso è scritta benissimo. Tutto si svolge con linearità e l’attenzione ai dettagli è sicuramente uno dei punti forti della storia assieme alla squadra che supporta la protagonista.
    I suoi sottoposti sono caratterizzati in maniera egregia, li ho adorati tutti, da Colella a Calligari, persino Lissone mi piace nonostante abbia capito poco della Damiani. Ognuno di loro a suo modo contribuisce ad accrescere l’appeal del romanzo e sebbene io abbia individuato l’assassino facilmente non mi ha tolto di certo il piacere della lettura.

  4. 5 out of 5

    L’ispettrice Bianca Damiani è chiamata sulla scena di un crimine efferato: Mary Tinnici, una ex attrice ritiratasi dalle scene a metà anni ’60, che viveva da sola, è stata trovata senza vita nel suo appartamento. È più un rompicapo che un delitto da risolvere. Infatti, la porta di ingresso è chiusa con quattro mandate e le chiavi della proprietaria sono appese sul muro dell’ingresso. Si tratta, dunque, del tipico caso dell’omicidio della camera chiusa.

    Come se ciò non bastasse ad infittire il mistero, Bianca, tramite la sua formidabile squadra di collaboratori, scopre che un altro reparto della Questura di Padova aveva inviato due agenti nel palazzo della Tinnici lo stesso giorno in cui vi si trovava anche lei, mantenendo, però, lo stretto riserbo sulla loro indagine. Col tempo la nostra protagonista scopre che quei funzionari di Polizia erano stati chiamati dalla famiglia Piovan, che abita sullo stesso pianerottolo della Tinnici, per denunciare la presenza di uno stalker. La famiglia, composta da marito, moglie e figli, è infatti famosa sui social per via delle proprie attività da influencer. Si, ma… I due casi casi hanno qualche punto in comune? E se così fosse, risolvendone uno, si avrebbe la soluzione per l’altro o quantomeno un aiuto per scoprire la verità?

    Vi lascio con questi grandissimi interrogativi che so già stuzzicheranno la vostra curiosità. Dovrete, per avere le risposte, leggere assolutamente Una sciarpa blu cobalto.

    Che dirvi di questo splendido libro? Beh è il caso di dirlo subito: Cristina Biolcati si è guadagnata un posto speciale nel mio cuore di lettore e, ci tengo a precisarlo, queste recensioni non sono remunerate bensì solo il frutto della passione per la lettura. E se lo è guadagnato perché questa è la quarta volta che leggo una sua opera. La sua penna si è confermata molto coinvolgente e suggestiva, se penso allo stile di scrittura. Quello che mi aspettavo da questa storia è l’equilibrio che l’autrice sa creare fra la componente della narrazione che concerne il giallo in sé, rispetto all’approfondimento della vita dei personaggi, prima fra tutti la protagonista Bianca Damiani. Da amante dei gialli devo dire che questo aspetto non si può, purtroppo, dare per scontato. Invece, conoscendo meglio Bianca mi sono sentito maggiormente coinvolto nella storia, che ho sentito più vera, più vicina a me. Senza contare che adesso non vedo l’ora di incontrare nuovamente questa splendida ispettrice e tutta la sua formidabile squadra. Tra l’altro, ho scoperto che questa non è la sua prima apparizione bensì la seconda, dunque vorrei recuperare al più presto Luna park assassino. Tornando a Una sciarpa blu cobalto, ho avuto numerosi imprevisti durante la lettura che mi hanno tenuto lontano dal libro. Non appena avevo un attimo bramavo di tornare alla sua lettura e finalmente sono giunto alla fine. Beh… Ho provato suspense per tutta la durata della narrazione e il finale mi ha del tutto sorpreso. Ci sarei potuto arrivare? Forse. Lo avrei potuto immaginare? Probabilmente si. L’ho fatto? No. È per forza merito della straordinaria penna della Biolcati che rende misteriosa la quotidianità dei personaggi di cui parla. Ritengo che gli elementi riguardanti le indagini siano stati curati anche nei dettagli. Queste, sono state sistematicamente intervallate dalle scene della vita privata di Bianca e i momenti più crudi o più teneri mi hanno fatto emozionare veramente molto. Ciò ha caratterizzato l’intreccio che è stato dinamico e veloce nello svolgimento. Le descrizioni mi sono parse sobrie e i dialoghi realistici.

    Insomma, potrei parlavi per ore e ore di Una sciarpa blu cobalto ma conviene fermarmi, altrimenti connetterei indesiderati spoiler. Che state aspettando? Correte a procurarvene una copia, soprattutto se cercate un giallo diverso dal solito, con una squadra di poliziotti in gamba e affiatata e con la vita privata della protagonista approfondita e coinvolgente.
    Per me 5 stelle.

Add a review

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare…